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Bando Voucher Doppia Transizione 2026: 10 milioni per digitalizzare le imprese di Roma e provincia
La Camera di Commercio di Roma ha pubblicato il 1° settembre 2026 il Bando Voucher Doppia Transizione 2026: 10 milioni di euro per le micro, piccole e medie imprese con sede legale o unità locale a Roma e provincia. Il contributo è a fondo perduto e copre il 70% delle spese ammissibili al netto dell'IVA, fino a un massimo di 10.000 euro, a fronte di un investimento minimo di 3.000 euro. Con le premialità il tetto sale a 11.500 euro. È una delle misure più generose degli ultimi anni sul territorio romano — e una delle più brevi: la finestra per presentare la domanda dura sette giorni.
Le date: sette giorni, e conta l'ordine di arrivo
Questo è il punto che fa la differenza tra ottenere il voucher e restare fuori. Le domande si presentano esclusivamente per via telematica sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, e l'articolo 10 del bando stabilisce una procedura valutativa «a sportello» secondo l'ordine cronologico di presentazione: non c'è una graduatoria di merito, non vince il progetto migliore. Vince chi invia prima, finché ci sono risorse.
- 8 settembre 2026, ore 14:00 — apre il precaricamento della domanda su ReStart: puoi compilare tutto e allegare i documenti in anticipo
- 15 settembre 2026, ore 14:00 — apre l'invio vero e proprio delle domande
- 22 settembre 2026, ore 14:00 — chiusura della finestra di presentazione
- 1° settembre 2026 – 30 aprile 2027 — periodo in cui le spese devono essere sostenute e saldate: quelle precedenti alla pubblicazione del bando non sono ammesse
- 31 maggio 2027, ore 21:00 — termine ultimo per la rendicontazione, senza proroghe
La fase di precaricamento è la parte che quasi nessuno sfrutta, ed è quella che decide l'esito. Chi arriva al 15 settembre con la domanda già compilata, i preventivi già firmati digitalmente e il report Self i4.0 già fatto invia in pochi minuti. Chi inizia a raccogliere i documenti quel giorno, realisticamente, invia con giorni di ritardo — e in un bando a sportello i giorni di ritardo sono posizioni perse.
Quanto vale davvero: le premialità che alzano il tetto
Il 70% e il tetto di 10.000 euro sono la base, ma il bando prevede tre premialità cumulabili che si sommano al contributo: 250 euro per il rating di legalità, 250 euro per la certificazione della parità di genere, e 1.000 euro per le imprese costituite in maniera maggioritaria da giovani — cioè quelle in cui proprietà, controllo e organi di amministrazione sono per oltre il 50% in mano a persone fino a 35 anni compiuti. Con tutte e tre, il contributo massimo arriva a 11.500 euro.
Attenzione a un dettaglio pratico: la premialità per la parità di genere richiede che la certificazione sia allegata alla domanda, altrimenti non viene riconosciuta; quella per il rating di legalità viene invece verificata d'ufficio. E le premialità vanno mantenute fino alla liquidazione del contributo.
Chi può partecipare
- Micro, piccole e medie imprese di tutti i settori, con sede legale e/o unità locale iscritta al Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Roma
- Impresa attiva, con l'attività dichiarata al Registro delle Imprese nella sede oggetto dell'intervento
- Regolarità nel pagamento del diritto annuale — il controllo copre gli ultimi cinque anni e non è sanabile dopo l'invio della domanda
- Regolarità contributiva, rispetto delle norme su salute e sicurezza e obbligo di polizza catastrofale assolto
- Non aver ricevuto altri contributi dalla Camera di Commercio di Roma nei tre anni precedenti la pubblicazione del bando
- Una sola domanda per impresa; imprese collegate, controllate o con assetti proprietari coincidenti possono ottenere un solo voucher
Un vincolo che riguarda direttamente chi realizza il progetto: l'articolo 6 stabilisce che il fornitore di un'impresa beneficiaria non può a sua volta presentare domanda, e non deve avere con essa assetti proprietari in comune o lo stesso legale rappresentante.
Cosa copre il voucher: l'elenco delle tecnologie ammesse
Il bando finanzia due ambiti: l'acquisto di beni strumentali finalizzati alle tecnologie elencate nell'articolo 2, e i servizi di consulenza e formazione relativi a quelle stesse tecnologie. L'elenco è tassativo, e in domanda va indicato — a pena di non ammissibilità — a quale tecnologia specifica si riferisce ogni voce di spesa.
- Sistemi di e-commerce e soluzioni digitali per l'automazione del sistema produttivo e di vendita
- Customer Relationship Management (CRM)
- Soluzioni per la gestione integrata dei processi aziendali — ERP, MES, PLM, SCM — incluse le tecnologie di tracciamento come RFID e barcode
- Intelligenza artificiale, big data & analytics, blockchain
- Cloud, fog e quantum computing; soluzioni di cyber security e business continuity
- IoT e sensoristica interconnessa, robotica avanzata e collaborativa, manifattura additiva e stampa 3D
- Realtà aumentata e virtuale, ricostruzioni 3D, sistemi di geolocalizzazione, in-store customer experience
- Sistemi digitali per la sostenibilità e la transizione energetica: monitoraggio dei consumi, analisi del ciclo di vita (LCA), rating ESG e report di sostenibilità
- Soluzioni per il negozio 4.0 e l'esercizio pubblico 4.0: vetrina intelligente, sensori di presenza, sistemi di prenotazione evoluta, casse fiscali evolute
- Consulenza e formazione collegate alle tecnologie sopra elencate, inclusi audit, piani di sviluppo digitale e green, Innovation Manager ed Energy Manager esterni
Cosa il bando esclude, nero su bianco
Qui bisogna essere precisi, perché è il punto su cui circolano più informazioni approssimative. L'articolo 7, comma 4, elenca le spese escluse, e due voci riguardano da vicino il marketing digitale: sono escluse le «spese di digital marketing e/o acquisto di servizi di web advertising» (lettera i) e le consulenze «di mera promozione commerciale o pubblicitaria» (lettera h). In altre parole: il budget delle campagne Google o Meta, e la gestione della pubblicità, non si finanziano con questo voucher.
Rientra invece la tecnologia che cambia un processo aziendale: un e-commerce, un CRM, un sistema che integra ordini e magazzino, l'analisi dei dati. La distinzione pratica è questa: il bando finanzia lo strumento che l'azienda userà stabilmente, non la spesa pubblicitaria che ci fai passare sopra. E vale la pena saperlo prima di costruire il progetto, non dopo.
- Spese di digital marketing e acquisto di servizi di web advertising
- Consulenze fiscali, contabili, legali o di mera promozione commerciale e pubblicitaria
- Smartphone, tablet, TV, piccoli elettrodomestici e accessori di scarsa utilità (cavi, hard disk esterni, chiavette USB)
- Canoni di manutenzione e assistenza tecnica, acquisto di veicoli, beni destinati alla vendita
- Beni usati, comodato e noleggio; fatture di importo unitario inferiore a 500 euro
- Spese già sostenute prima del 1° settembre 2026
Un esempio concreto
Il bando stesso porta un esempio: con un investimento di 14.500 euro al netto dell'IVA e tutte e tre le premialità, il contributo è di 11.500 euro — il 70% farebbe 10.150, ma si applica il tetto di 10.000, più 1.500 di premialità. Su un investimento di 10.000 euro il contributo sarebbe 8.500 euro (7.000 più le premialità). Su 4.000 euro il calcolo darebbe 4.300, ma il contributo non può superare la spesa sostenuta e si ferma quindi a 4.000.
Tradotto in un progetto reale: un'azienda di Roma che oggi raccoglie ordini per telefono e su fogli di calcolo può mettere a bando un e-commerce collegato al gestionale, un CRM per seguire i clienti dal primo contatto al riacquisto, un sistema di tracciamento dei dati di vendita e la formazione del personale sull'uso quotidiano degli strumenti. Sono tutte voci dell'articolo 2. La campagna pubblicitaria che porterà traffico a quell'e-commerce, invece, resta fuori: si paga a parte.
L'e-commerce è la voce che il bando finanzia meglio
Fra tutte le tecnologie elencate all'articolo 2, l'e-commerce è quella che per la maggior parte delle piccole imprese produce il ritorno più diretto — e il bando lo nomina esplicitamente, alla lettera p, insieme alle «soluzioni tecnologiche digitali per l'automazione del sistema produttivo e di vendita». Non è un caso limite da far passare: è una delle voci previste.
La differenza fra un e-commerce che il bando finanzia volentieri e uno che rischia l'esclusione sta nell'integrazione. Un negozio online isolato, che vive per conto suo e va aggiornato a mano, assomiglia troppo a un sito. Un e-commerce collegato al gestionale — che scarica gli ordini, aggiorna il magazzino, alimenta un CRM e produce dati leggibili sulle vendite — è a tutti gli effetti un progetto di digitalizzazione di un processo aziendale. È anche, banalmente, quello che serve davvero a chi vende: la doppia registrazione manuale degli ordini è la prima cosa che fa perdere tempo e sbagliare le giacenze.
- E-commerce collegato al gestionale: gli ordini scendono da soli, il magazzino si aggiorna senza doppie registrazioni
- CRM che raccoglie i clienti e permette di seguirli dal primo acquisto al riacquisto
- Tracciamento e analisi dei dati di vendita: cosa vende, quando, a chi
- Formazione delle persone che useranno il sistema ogni giorno
Quanto costa un progetto del genere dipende da cosa vendi, da quanti prodotti hai a catalogo e da quale gestionale usi già: non esiste un prezzo di listino sensato, e chi te lo dà prima di aver guardato come lavori sta tirando a indovinare. Quello che si può dire con certezza è il funzionamento del bando: copre il 70% della spesa ammissibile fino a 10.000 euro, e per accedere serve un investimento di almeno 3.000 euro. Su un progetto da 5.000 euro il voucher vale 3.500; da 10.000, ne copre 7.000; da 14.300 in su si raggiunge il tetto dei 10.000. Il resto è a carico dell'impresa.
È il conto che vale la pena fare adesso: fra dodici mesi lo stesso progetto lo si paga per intero.
I documenti da preparare adesso
- Report di self-assessment «Self i4.0» svolto nei 3 mesi precedenti la domanda — obbligatorio a pena di esclusione, e da ripetere in fase di rendicontazione
- Firma digitale del legale rappresentante: domanda e tutti gli allegati vanno firmati in formato CAdES (.pdf.p7m), e la firma mancante non è sanabile
- SPID, CNS con PIN dispositivo o CIE per accedere a ReStart
- Preventivi su carta intestata del fornitore, in euro e in italiano, intestati all'impresa, con le singole voci di costo chiaramente distinte — gli auto-preventivi non sono ammessi
- Una descrizione esauriente dell'intervento: il bando è esplicito nel dire che il solo preventivo, senza una descrizione completa del progetto e delle tecnologie coinvolte, comporta l'esclusione
- Un indirizzo PEC unico, indicato in modo coincidente sulla domanda e sul modello base
Una nota sui pagamenti, che conta in fase di rendicontazione: sono ammessi esclusivamente bonifici bancari o postali tracciabili e singoli. Contanti, assegni, carte di credito o debito e pagamenti cumulativi non sono ammessi, e la relativa spesa viene esclusa dalla liquidazione. Vale la pena organizzarsi prima di pagare la prima fattura.
Il testo integrale del bando, le FAQ e la modulistica ufficiale sono pubblicati sul sito della Camera di Commercio di Roma, rm.camcom.it. Le informazioni di questo articolo sono tratte dal testo del bando approvato con Deliberazione di Giunta n. 127 del 13 luglio 2026 e sono aggiornate al 2 settembre 2026: prima di presentare la domanda verifica sempre il documento ufficiale, che è l'unico che fa fede.
Parliamone prima dell'8 settembre
TF Agency non è una società di finanza agevolata e non ti vendiamo la pratica: siamo l'agenzia che realizza il progetto digitale che il voucher finanzia. E-commerce collegati al gestionale, CRM, sistemi di tracciamento e misurazione dei dati: è il lavoro che facciamo ogni giorno per aziende del Lazio e dell'Umbria, ed è esattamente ciò che il bando elenca all'articolo 2. Ti prepariamo il preventivo dettagliato per voce di spesa e la descrizione tecnica del progetto nel formato che il bando richiede, in modo che tu — o il tuo commercialista — possiate caricare la domanda su ReStart senza sorprese.
Se pensi che possa essere la tua occasione, scrivici: al resto pensiamo noi. Guardiamo insieme com'è fatta la tua attività, ti diciamo con franchezza se ha senso presentare domanda e quali voci sono ammissibili nel tuo caso, e prepariamo il preventivo dettagliato e la descrizione tecnica del progetto nel formato che il bando richiede. Il precaricamento apre l'8 settembre: arrivare pronti a quella data è metà del lavoro.
